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un po' di storia...
chi rom e…chi no è un’associazione di promozione sociale che nasce a Scampia, periferia nord di Napoli, nel 2002.
Si è radicata nel territorio a partire dalla creazione di relazioni significative tra le comunità rom e italiana del quartiere e della città, attraverso interventi culturali e pedagogici, lavorando nella periferia intesa come luogo di sperimentazione e condivisione di buone pratiche.
Chi rom e…chi no progetta e realizza laboratori per i minori, gli adolescenti, le donne, nelle scuole, nel campo rom, nei rioni e negli spazi pubblici di Scampia per attivare concreti processi di cittadinanza e partecipazione ai percorsi di emancipazione sociale, personale e collettiva, per la trasformazione positiva di un intero territorio.
La storia dell’associazione inizia dalla autocostruzione di una baracca con gli abitanti del campo rom informale di Scampia, che è diventata spazio pubblico e culturale della città con l’obiettivo di combattere le discriminazioni, gli stereotipi, favorire la partecipazione attiva e critica degli abitanti, delle associazioni, delle istituzioni.
chi rom e...chi no, dopo anni di radicamento nel quartiere di Scampia, affronta un ambizioso quanto complesso progetto di consolidamento delle relazioni culturali, umane, emozionali, pedagogiche, interculturali e progettuali fin qui vissute, attraverso la scelta di creare un luogo simbolo di permanenza culturale e di cittadinanza aperto e condiviso.
Nello spazio comunale affidato all'associazione in comodato d’uso gratuito per sei anni, nel polifunzionale di Scampia, Comparto 12, Viale della Resistenza, sovrastante l’Auditorium, chi rom e…chi no ha come suo primo obiettivo la progettazione di un abitare collettivo per immaginare uno spazio culturale e sociale, luogo aperto ai bambini, alle famiglie, ai giovani, ai lavoratori,agli stranieri, italiani e rom, alla rete di associazioni del quartiere.
Affianchiamo al processo culturale, un processo di autosostenibilità e di innovazione sociale attraverso l’attivazione di una cucina interculturale e l’apertura di uno spazio di ristorazione diurno e serale gestito dalla Kumpania Impresa Sociale, la prima in Italia che coinvolge dieci donne rom e italiane.
La riorganizzazione degli spazi, la riqualificazione ed il recupero di una risorsa territoriale da sempre sottoutilizzata o addirittura in abbandono, la contiguità con l'Auditorium e con il grande parco di Scampia, diventano allora elementi costitutivi di una piattaforma d'intervento che si interroga sulle odierne prospettive di trasformazione dello spazio pubblico e sull'effettiva sostenibilità di processi socialmente rilevanti.
venerdì 24 settembre 2010
Provocazioni e strumentalizzazioni al campo rom a scampia
venerdì 25 giugno 2010
Presidio sotto Palazzo San Giacomo
martedì 22 giugno 2010
INGIUNZIONE DI SGOMBERO AL GRIDAS!!!- Assemblea pubblica
ci troviamo nella condizione di dover rivolgere un appello a tutti voi in sostegno del GRIDAS.
Cos’è il GRIDAS:
Il GRIDAS, gruppo risveglio dal sonno, è un’associazione culturale senza scopi di lucro fondata nel 1981 da Felice Pignataro, Mirella La Magna, Franco Vicario e altre persone riunite dall’intento comune di mettere le proprie capacità artistiche e culturali al servizio del prossimo per un risveglio delle coscienze assopite e per stimolare una partecipazione attiva alla società.
Il GRIDAS opera ininterrottamente da quasi 30 anni a Napoli caratterizzandosi soprattutto per gli oltre 250 murales realizzati in ogni parte d’Italia, ma anche per il Carnevale di quartiere promosso a Scampia e giunto quest’anno alla 28ª edizione, per il supporto creativo e culturale dato a tutte le realtà in lotta per il rispetto dei diritti dei più deboli.
Dal marzo 2004, con la morte di Felice Pignataro, il GRIDAS non ha cessato la sua attività, continuando a promuovere il cineforum gratuito settimanale, il carnevale di quartiere e continuando a rappresentare un punto di riferimento per numerose realtà che operano a Scampia e in altre parti di Napoli, così come in altre periferie d’Italia, e che negli anni sono venute in contatto con Felice, con il GRIDAS e con il nostro percorso di coerenza improntato al rispetto del prossimo.
Da sempre le attività del GRIDAS sono state autofinanziate e abbiamo sempre rifiutato sponsorizzazioni e patrocinii di ogni tipo per mantenere la nostra coerenza e libertà di azione.
La sede del GRIDAS:
La sede del GRIDAS è stata da subito stabilita nei locali abbandonati del centro sociale del Rione Monte Rosa, all’Ina Casa di Secondigliano, poi divenuto Scampia.
I locali sono di proprietà dell’IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) che, peraltro, non si è mai curato della manutenzione, né delle condizioni degli stessi, questo nemmeno nel 1988, quando un incendio accidentale distrusse il locale al pianterreno con gran parte del nostro materiale, o quando le stanze al piano superiore furono lasciate semidistrutte dai terremotati che vi soggiornavano da sette anni, al momento dell’assegnazione delle case agli stessi.
Felice Pignataro, da solo o con l’aiuto degli altri membri del GRIDAS, ha in più riprese ristrutturato a proprie spese e rese funzionanti intere parti dell’edificio senza che alcuno dell’IACP intervenisse a pretendere alcunché.
La stessa presenza del GRIDAS ha, di fatto, sottratto le stanze occupate all’espandersi della camorra che, come si sa, nel nostro territorio è solita appropriarsi dei luoghi abbandonati.
Inoltre, in più riprese, abbiamo chiesto una “regolarizzazione” della nostra posizione all’IACP senza ricevere alcuna risposta, per anni. Come nella lettera che Felice Pignataro inviò il 16 marzo 1994 al Presidente della Circoscrizione di Scampia, al Sindaco di Napoli, all’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, alla Commissione Risorse umane del Comune di Napoli e al Presidente dell’IACP in cui chiedeva, tra l’altro, “L’abolizione della considerazione di essere abusivi nella convinzione che abusivo non è chi restituisce all’uso dei cittadini una struttura abbandonata da anni e ritenuta pericolosa per l’incolumità degli stessi, ma piuttosto il potere che per anni espropria i cittadini, per incuria, delle strutture che potrebbero migliorarne la vita”.
Un breve riassunto dei fatti attuali:
In seguito ad accertamenti dei Vigili Urbani, che hanno portato a dei sopralluoghi nell’intero stabile e alla individuazione di tutti gli occupanti, nel 2005 sono partite a cura della Procura della Repubblica di Napoli delle indagini preliminari, conclusesi con il rinvio a giudizio del GRIDAS e di alcuni altri occupanti per il reato di “invasione di edificio pubblico”. Il GRIDAS ha rifiutato la strada del patteggiamento perché andare avanti nel processo (che si terrà a fine dicembre) significa poter raccontare la propria storia e vedere riconosciuta una volta per tutte la propria posizione nell’edificio.
Parallelamente a questo procedimento, abbiamo avuto una visita degli Architetti mandati dall’IACP nella struttura cui è seguita una richiesta di lettera scritta per chiedere (per l’ennesima volta) di regolarizzare la posizione del GRIDAS. Abbiamo puntualmente adempiuto a questa richiesta non ricevendo alcuna risposta dall’IACP.
Su nostra sollecitazione, si è tenuto un incontro informale tra Comune di Napoli, GRIDAS e IACP per cercare di trovare una soluzione possibile a questo paradosso: una realtà attiva per produrre cultura in un territorio martoriato e abbandonato come quello di Scampia che viene messa alla porta dalle istituzioni che dovrebbero ostacolare l’assenza culturale che fa da substrato ottimale per la crescita della cultura camorrista.
Quasi a sorpresa, dunque, ieri mattina (21 giugno 2010) ci è stata notificata un’ingiunzione di sgombero da compiersi entro 15 giorni con diffida dal continuare a occupare i locali con la minaccia di sgombero coatto.
Teniamo a precisare che i locali occupati dal GRIDAS sono interamente dipinti dai murales di Felice Pignataro che noi tentiamo di preservare come meglio possiamo perché non più riproducibili. Per la storia del GRIDAS e per la scomparsa di Felice che rende per noi importantissimi quei locali il GRIDAS non può e non deve a nostro avviso essere separato dai locali che ne sono insieme storia e memoria. Proprio recentemente, a nostre spese, è stato riasfaltato il tetto dell’intero stabile (non solo dei locali da noi occupati) per fermare infiltrazioni d’acqua che minavano la tenuta dei murales e la stabilità dell’edificio, senza che l’IACP intervenisse in alcun modo.
Poiché il GRIDAS non è e non ha mai badato agli interessi di pochi, ci sentiamo “cosa pubblica”.
Facciamo appello quindi a tutti perché accorrano e si mobilitino come meglio possano e come sappiano affinché il GRIDAS resti nel centro sociale di via Monte Rosa 90/b, nell’Ina Casa del rione Scampia (Napoli).
Giovedì 24 giugno 2010 – ore 18:30
convochiamo un’Assemblea Pubblica presso la sede del GRIDAS
per confrontarci sul da farsi con tutti quelli che in questi anni sono passati dal GRIDAS o in qualche modo sono entrati in contatto con noi.
Vi aspettiamo numerosi!
Il GRIDAS.
GRIDAS – Gruppo risveglio dal sonno
Casa delle Culture “Nuvola Rossa”
Via Monte Rosa 90/b, Ina Casa, Scampia, Napoli.
Web: http://www.felicepignataro
e.mail: gridas@felicepignataro.org
martedì 1 giugno 2010
Gran Festa Murguera Sabato 5 Giugno alla Controra

L’iniziativa Gran festa murguera nasce per sostenere il progetto “Facciamo Banda” laboratorio di percussioni e danze condotto da maestri di murga argentina e rivolto a bambini e adolescenti. L’idea nata nel 2007, durante il carnevale del quartiere di Scampia, promosso dal centro sociale Gridas, si è trasformata nella BandaBaleno, gruppo di adolescenti rom e napoletani del quartiere che a ritmo di percussioni prova a svegliare e colorare la città e suoi abitanti.
Da gennaio 2010 il progetto continua autofinanziandosi, grazie all’impegno volontario dei maestri di murga che tutte le settimane vengano da Roma e di una rete di associazioni del quartiere Scampia che crede nella valenza e nell’importanza del progetto.
Contribuisci anche tu a far suonare e ballare tutti con i ritmi della BANDA BALENO
Laboratorio di BandaBaleno e festa di autofinaziamanto è a di cura chi rom e...chi no e del Comitato Spazio Pubblico, rete che promuovere riflessioni e azioni sugli spazi pubblici abbandonati.
Vi aspettiamo alla Controra in P.tta Trinità alla Cesarea 231, Napoli.
di fronte alla metropolitana di Salvator Rosa
Info e contatti:3392784528 -3394050924
email: chirom.e.chino@gmail.com, bandabaleno@gmail.com
Programma
SABATO 5 GIUGNO
GRAN FESTA MURGUERA!
16.00 - PARATA MUSICALE
Trampoli e giocoleria itinerante in giro per il centro storico di Napoli
17.00 - MAGO BARBABLE’ E I SUOI AMICI
spettacolo di micromagia e cabaret
17.30 - PROVA A GIOCOLARE!
Laboratorio di giocoleria
19.00 - APERITIVO BALCANICO
a suon di tammurriate, pizziche e murga argentina
20.30 - CENA DAI MILLE COLORI
Specialità balcaniche e nostrane
21.00 MONICA RICCIO
Concerto acustico
Dj Radoblante
E a seguire GRAN FINALE
Suonata collettiva aperta a tutti,
e ancora.... videoproiezioni, performance teatrali e spazi liberi di creazioni artistiche
lunedì 17 maggio 2010
Vediamoci a Scampia sabato 22 - domenica 23 maggio
A quattro anni di distanza da “rEsistere a Scampìa”, la festa della letteratura per ragazzi che per un giorno intero invase l’intero quartiere, e dall’inaugurazione del Centro Hurtado con la sua unica biblioteca del quartiere dedicata soprattutto ai ragazzi, il Presidio del Libro di Scampìa e il Centro Hurtado, diretto da padre Fabrizio Valletti, ripropongono il simbolico momento di festa “culturale” con l’obiettivo, questa volta, di “occupare” con la cultura il territorio dando fiducia a un prossimo e più veloce cambiamento del territorio.Proposta dal Presidio del libro di Scampìa in collaborazione con l’Associazione A Voce Alta, i Presidi del Libro e l’Associazione Forum del libro, la manifestazione impegna molte forze del territorio, coinvolgendo non sole le scuole ma le tantissime associazioni, cooperative e piccole imprese che quotidianamente vivono, cercando di trasformarlo, il territorio.
Ne è nata così una festa leggera e allegra che dal libro e la lettura investe numerosi altri campi culturali come il cibo e l’ambiente: un evento simbolico che tenta di “restituire” alla gente lo spazio ideale dove incontrarsi per tornare a parlare, a confrontarsi, o anche a scontrarsi, a chiedere pace o continuare la guerra, a denunciare la munnezza, a stupirsi per la bellezza; un luogo come agorà, con incontri, laboratori, reading, divertenti spettacoli, piccole performance e tanta buona musica!
Per le strade del grande quartiere napoletano si riverserà una carovana di cittadini, lettori, scrittori: dal Nord come dal centro e dal Sud Italia arriveranno a Scampìa anche i rappresentanti dei tantissimi Presidi del Libro nazionali per raccontare le loro esperienze e donarne una a Napoli tramite un ospite, un film, un racconto, ma anche un libro, un seme che possa germogliare e col tempo trasformare definitivamente il quartiere.
Inoltre, sarà questa l’occasione per inaugurare la “Bottega Artigiana per il Libro”, allestita con il contributo importantissimo della Fondazione Vodafone Italia.
Un grande stand sarà dedicato ai “libri più amati” messi a disposizione dei lettori dalle biblioteche, dai librai e dagli editori per essere letti, acquistati, scambiati, regalati.
E poi gli eventi, i laboratori e gli incontri dedicati agli adulti e ai bambini.
Per la sezione eventi per adulti spiccano gli incontri con i protagonisti de ilprimoamore.com che dedicheranno a Scampìa un comizio letterario costruito sulle parole di Leopardi e l’esperienza della living library che sarà fatta a Napoli per la prima volta proprio a Scampìa e sul tema della fiducia e del pregiudizio.
lunedì 3 maggio 2010
9 maggio Bimbimbici
L’obiettivo primario è quello di sensibilizzare le istituzioni politiche affi nché ricerchino e mettano in atto soluzioni idonee per rendere la mobilità urbana più sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche umano. Aspettiamo, ragazzi, genitori, nonni, insomma tutti i cittadini che vorranno trascorrere una giornata all’aria aperta, nel rispetto della sostenibilità ambientale, guadagnando con le loro biciclette gli spazi urbani solitamente riservati al traffi co automobilistico.
Il percorso partirà alle ore 10.00 e si concluderà, approssivamente, intorno alle ore 12,00.
Percorso: Piazza Giovanni Paolo II, Viale della Resistenza, Parco Pubblico di Scampia, Via Ettore Ciccotti, Via del Gran Paradiso, Via Monte Rosa, Via Fratelli Cervi via Bakù, Via Arcangelo Ghisleri, Via Ciccotti, Via Ortese, Via Fava, Viale della Resistenza, Piazza Giovanni Paolo II.
Per qualsiasi informazione: CICLOVERDI – Tel 3316007766 3396705037
cicloverdiposta@libero.it
segreteria@cicloverdi.it
www.cicloverdi.it
L’iniziativa è organizzata con il contributo di: La ciclomoto V. Ferrante Imparato, 198 – Centro Mercato Due Tel/Fax 081 5593438 – 80146 Napoli www.laciclomoto.it
Sul sito www.bimbimbici.it potete trovate tutti i Comuni che hanno aderito alla manifestazione Bimbimbici, con allegati i programmi locali e altre informazioni sugli organizzatori.
venerdì 23 aprile 2010
A Napoli la rassegna Astradoc 2010
È ripartito il 9 aprile alle 20.30 a Napoli nel ritrovato cinema di via Mezzocannone nel centro storico della città Astradoc 2010 Viaggio nel cinema del reale - Anteprime, testimonianze e incontri con gli autori a cura di Arci Movie con una serata speciale dedicata al regista napoletano Leonardo Di Costanzo che ha partecipato all’appuntamento. Sono stati proiettati due suoi film: A scuola e Odessa.
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giovedì 22 aprile 2010
Napoli Comicon
la Giornata dell’Integrazione
…quando nero è solo uno tra tanti colori!
Il convegno/incontro è aperto agli alunni della scuola secondaria di primo e di secondo grado.
Programma
Ore 9.00 accoglienza scuole
Ore 10.00 ingresso al Castel Sant’Elmo
Ore 11.00 Auditorium del Castello - inizio convegno con gli interventi dei relatori:
Mario Natangelo - vignettista e curatore della II Rassegna Internazionale di Satira
Dario Sansone – autore di fumetti e collaboratore del quotidiano Terra
Rossana Russo – Ordine dei Giornalisti della Campania
Associazione di promozione Sociale Onlus Chi rom…e chi no,
Videoproiezioni a cura di Chi rom…e chi no e a cura del Giffoni Film Festival
Ore 12.00 Chiusura della giornata con la distribuzione della cartolina dell’integrazione e
del quotidiano Terra.
Ore 12.30 visita alle mostre espositive
Prenotazione tel/fax 081 4238127
Riferimento Silvia Viparelli
giovedì 25 marzo 2010
E' Permesso!?

Lo scenario politico italiano, negli ultimi anni si caratterizza sempre più per l’adozione da parte del Governo di misure straordinarie e eccezionali con le quali si presume di poter dar risposta e soluzione a situazioni cronicizzate che si vuol definire di “emergenza”.
La politica dei commissariamenti per quanto riguarda le questioni più diverse, dall’emergenza rifiuti a quella dei “campi nomadi”, è sempre più frequente e determina la destituzione dei normali poteri di azione e programmazione, con la conseguente creazione di ampi spazi di discrezionalità e sospensione del diritto.
In questo contesto, le politiche rivolte ai rom sono sempre più, ispirate ad una logica emergenziale, infatti, lo stesso termine “nomadi”, spesso usato per definirli, lascia intendere l’idea che si tratti di presenze temporanee per le quali non è necessario mettere in campo politiche di lungo periodo, ma al contrario, agire – per molti, dopo circa 15 ‐ 20 anni di stanzialità ‐ con interventi provvisori e con effetti di ulteriore marginalizzazione.
La storia dei Paesi di provenienza e l’esperienza ha mostrato chiaramente che i rom non sono nomadi e che un approccio, come quello italiano, ispirato alla provvisorietà e all’emergenza è fallimentare, in quanto provoca e aumenta i livelli di esclusione sociale, con gravi ripercussioni in termini economici e culturali.
Per quel che riguarda l’ambito abitativo, ciò significa escludere l’idea dei “campi nomadi”, oggi identificati a volte con nomi più accoglienti e fantasiosi, come villaggi di accoglienza o di solidarietà. Queste soluzioni si ispirano all’idea di insediamenti provvisori per soli rom, quasi sempre recintati, con regolamenti di gestione attuati da associazioni italiane del terzo settore che presidiano i luoghi e le persone che vivono in alloggi che non rispettano i parametri minimi di abitabilità valevoli per tutti i cittadini.
La Commissione europea, nel mese di febbraio, ha ribadito che, per più di 700 anni, i rom sono stati parte integrante della cultura e civiltà europea, condannando aspramente le manifestazioni di violenza contro le comunità rom, invitando gli Stati membri a rispettare i diritti fondamentali di ogni individuo e ad adottare misure anti‐discriminatorie.
Notizie dalla Comunità Europea
(tratto da:EU action against discrimination - Activity report 2007-08)
"I 10 principi di base comuni sull’inclusione dei Rom
L’obiettivo di questi principi è offrire alle istituzioni dell’Unione europea e agli Stati membri una guida per la creazione e l’attuazione di politiche o progetti nuovi per l’inclusione dei Rom.
Sebbene questi principi rappresentino una dichiarazione politica non vincolante dal punto di vista legale, gli Stati membri hanno dimostrato il proprio impegno nell’adot- tarli come base per le iniziative future.
1. Politiche costruttive, pragmatiche e non discriminatorie
2. Approccio mirato esplicito ma non esclusivo
3. Approccio interculturale
4. Perseguire la piena integrazione nella società
5. Consapevolezza della dimensione di genere
6. Divulgazione di politiche basate su dati comprovati
7. Uso di strumenti comunitari
8. Coinvolgimento degli enti regionali e locali
9. Coinvolgimento della società civile
10. Partecipazione attiva dei Rom
Alcuni dei principi riguardano tematiche ormai consolidate, mentre altri sono estremamente innovativi, ad esempio:
● «L’approccio mirato esplicito ma non esclusivo» mira a non isolare i Rom come gruppo separato, allo scopo di migliorare il tenore di vita e l’ambiente di tutti coloro che vivono in condizioni analoghe.
● «L’approccio interculturale» sottolinea che sia i Rom sia la società in generale hanno molto da imparare reciprocamente e che apprendimento e competenze interculturali meritano lo stesso sostegno garantito alla lotta contro i pregiudizi e gli stereotipi.
● «Perseguire la piena integrazione nella società» enfatizza il concetto che le politiche devono sostenere i Rom assi- curandone la piena partecipazione alla vita della società, anziché creare insediamenti o mercati del lavoro separati."
soli "
A Napoli, in particolare a Scampia, le amministrazioni locali d'accordo com la prefettura di Napoli, costruiranno, dopo 30 anni di campi abusivi, "villaggi"autorizzati per soli Rom, non in linea con i principi della EU in tema di politiche di inclusione.
Grandi complimenti per questa idea innovativa, sia a chi l'avuta, sia a chi continua a sostenerla!
Si può pensare a soluzioni altre?
http://www.osservazione.org/napoli_convegno.htm
mercoledì 17 febbraio 2010
mercoledì 10 febbraio 2010
Il carnevale si avvicina!!!
Il 28°carnevale del Gridas si fa sempre più vicino, tutti i partecipanti stanno completando le strutture per il corteo con i carri e le maschere. Anche il carro "Tartaruga", soprannominata "Carretta Carretta" è quasi pronta! libera di nuotare per il Mediterraneo senza documenti e di approdare sulle coste, domenica la "Tartaruga" con il mondo sopra, sarà pronta per portare nel corteo una terra fatta delle cose che piacciono a bambini ed adulti, ma ci sarà una rete che la blocca e 4 mostri che la ghermiscono; ma ci sarà la Banda Baleno che ci aiuterà a ritmo di musica, con i colori e i suoni e il fuoco del carnevale che libererà tante tante cose...
Quest'anno le strutture sono state realizzate insieme a Fabio Inglese dei Gigamondo. Gigamondo è una compagnia di grandi burattini, ispirati ai Gigantones iberici, che è attiva con laboratori e parate di strada in italia ed europa.
Ecco i prossimi appuntamenti:
Sabato 13 Febbraio
Domenica 14 Febbraio
28° Carnevale del Gridas
Vi aspettiamo in tantiPer comunicazioni
Daniela 3392784528
sabato 9 gennaio 2010
Attenzione! Attenzione! Carnevale! Carnevale!

Come negli anni passati, il GRIDAS bandisce il carnevale di quartiere per Scampia, con la partecipazione di scuole, associazioni e affini e singoli cittadini. Questo è il suo 28° Carnevale.
Il tema di quest'anno è è: “ASILI AN-NEGATI / PERCORSI RITROVATI”. Il riferimento è all’accoglienza e al diritto d’asilo negati, spesso annegati in mare, ma anche al diritto allo studio, agli asili nido che mancano, alla scuola in genere che ci viene negata non rispondendo alle aspettative di chi la vive e che troppo spesso calpesta i diritti dei più piccoli. E ad annegare è spesso anche la dignità delle tante realtà in lotta, costrette a battersi, inascoltate, sempre per le stesse cause (vedi la recente ri-privatizzazione dell’acqua, i trattati per il clima, il paventato ritorno al nucleare, i mega progetti che sconvolgono e schiacciano uomini e ambiente). I percorsi ritrovati sono, invece, le strade, i corsi e ricorsi storici, le mete che spesso ci riportano sulle stesse tracce e/o sulle stesse battaglie, ma anche i percorsi e i metodi alternativi per un “progresso” più a misura d’uomo (vedi i movimenti coerentemente in perenne lotta o le vecchie e nuove migrazioni, come pure le agognate piste ciclabili a Scampìa come altrove). Percorsi che, quando riconosciuti e ritrovati, ci portano fuori dagli abissi dell’ingiustizia e dell’intolleranza e fanno riemergere il meglio delle persone, dei luoghi, del costruire insieme un futuro vivibile e giusto.
preleva il bando completo e inoltralo ai tuoi contatti
chi rom e...chi no è al suo 8° anno di partecipazione al carnevale e anche quest'anno costruirà maschere e carro nei laboratori che si terranno fino alla notte prima del corteo previsto per domenica 14 febbraio 2010.
Anche quest'anno tutto il percorso educativo che porterà alla costruzione del carro, delle maschere e degli abiti, sarà un percorso partecipato tra singoli ed associazioni come questi ultimi 7 anni e attraverso le mani e i pensieri di molti adulti e bambini si riusciranno a sviluppare utopie collettive.
Vogliamo rigraziare quanti hanno prestato le loro mani e i loro pensieri per il carnevale, vi pensiamo ci mancate e vi aspettiamo!!!!!!!
Per chi volesse partecipare con noi ai laboratori contattare
Daniela 3392784528 - Alessandra 3394050924
giovedì 19 novembre 2009
Una giornata a civitanova marche
sabato 17 ottobre 2009
L' Inferno tra le Vele
di Maurizio Braucci
Prima di "Gomorra", già per i film "Terra di mezzo" e "L'imbalsamatore", Matteo Garrone aveva girato in altre aree difficili della Campania, mosso da una forte determinazione ad approfondire i mondi che intendeva raccontare. Con il film tratto dal bestseller di Roberto Saviano, Garrone ha continuato un metodo di lavorazione che gli è proprio, anche se questa volta con un progetto più complesso. La fase di preparazione di "Gomorra" è durata tre mesi ed è stata caratterizzata dalla ricerca di luoghi e dalla apertura di canali di connessione che permettessero di ambientare il film negli stessi territori raccontati dal romanzo. Nel quartiere Scampia ciò ha portato all'occupazione cinematografica, per quasi due mesi, di uno degli edifici delle Vele, quello giallo, senza però la consueta protezione delle forze dell'ordine.
Il successo di questo obiettivo estremamente realistico ha avuto varie ragioni, a partire da persone, cito qui il fotografo Mario Spada, i componenti dell'associazione "Chi rom... e chi no" e quelli del progetto teatrale Arrevuoto, che hanno mediato con gli abitanti. È vero che fino al giorno prima non sarebbe stato possibile, a causa della presenza delle piazze di spaccio, entrare in una delle Vele; così come è vero che dal giorno in cui è stato dato lì il primo ciak, quell'immenso e famigerato condominio si sia trasformato in qualcosa di sorprendente. Sono stati alcuni degli abitanti, compresi gli stessi spacciatori, ad accogliere Garrone e i suoi in cambio di un coinvolgimento come attori o come fornitori delle loro case per il set.
Certo, 30 anni di contraddizioni non le risolve un film, e se lo spaccio è comunque continuato "un po' più in là" durante le riprese, a un certo punto sono comparsi anche i boss camorristi, cioè quegli Scissionisti che avevano vinto la guerra contro i Di Lauro nel 2005 e che erano sulla bocca di tanti giovani del posto. "The scission" infatti era un suono ricorrente e la memoria di quella guerra costituiva un incubo o un mito per gli abitanti di Scampia, il film la raccontava e ognuno ha finito per metterci un pezzo della sua esperienza. All'inizio delle location si aveva timore a presentare il progetto con il nome di Saviano ma ben presto si è capito che quella cautela era inutile. Saviano a Scampia era sì criticato ma non odiato. Un giovane che aveva militato nel Sistema mi ha confessato che «Tanti camorristi si vantano di essere citati nel libro e poi lui il vero problema ce l'ha con i Casalesi». Alla vigilia delle riprese, quando i camorristi sono arrivati a informarsi, hanno ricevuto per filo e per segno il report della situazione, e semplicemente hanno ritenuto più conveniente lasciar fare, fino al punto che alcuni di loro venivano a curiosare sul set. Ci sono stati anche momenti di tensione, come quando nel lotto P, mentre si era pronti per girare, l'accesso venne improvvisamente interdetto dagli spacciatori. Oppure quando il salumiere a cui era stato chiesto il negozio come set, di fronte ad un cambio di programma del regista, protestò vivacemente e venne però minacciato da alcune comparse del film. Eppure, l'occupazione cinematografica di Scampia ha avuto tanti risvolti positivi, a partire dal fatto che la troupe ha potuto vedere quanta brava gente vi vivesse, in ostaggio di un degrado tollerato dalle istituzioni. I set in esterni erano sempre occasione di curiosità e di dibattiti, a volte accesi perché qualcuno riteneva di saperla più lunga di un altro; le frotte di bambini facevano da sfondo continuo e, spesso, la loro incontenibilità ha dovuto far ripetere qualche scena o è diventata il capro espiatorio del nervosismo degli adulti. Per questo gli operatori di "Chi rom.. e chi no" erano di continuo impegnati fuori dal set a organizzare giochi per loro. E, una volta, Giuseppe, otto anni, mentre aspettava che la troupe finisse di girare nell'appartamento dei suoi genitori, ha scritto sul muro "Io abito dentro un film". E in effetti, in quelle settimane la realtà e la finzione si confondevano. Daniela e Dalia, parrucchiera e truccatrice del set, durante le pause si ritrovavano spesso a rifare il look ai giovani delle Vele e, dall'abbondanza di chiacchiere, capivi quanto fosse prezioso rompere l'isolamento sociale in cui erano rinchiusi.
Anche le incomprensioni abbondavano: i tossicodipendenti, inconsapevoli, si infilavano spesso tra le comparse di una scena di spaccio. Una volta un attore ne dovette rincorrere uno per avvisarlo che aveva ricevuto del gesso e non della coca. Prima di girare la scena in cui i ragazzini rom guidano i Tir - cosa che hanno fatto per davvero, essendo degli autisti precoci - Garrone spiegò che Toni Servillo era il faccendiere che li pagava per fargli fare un trasporto di rifiuti tossici e, infatti, alla fine delle riprese, quelli volevano davvero andare da Servillo per avere i loro soldi. La scena alla foce del Volturno, dove Marco e Pisellino provano le armi, è stata caratterizzata da un incidente: la barca che esplode, infatti, lo fa al momento sbagliato, sorprendendo lo stesso attore che in quel momento stava sparando. Lo stupore che si vede sul suo volto è reale e, come qualcuno ha detto, è il simbolo di quello stupore con cui Garrone ha filmato il mondo di "Gomorra".
Oggi, a distanza di più di due anni dalle riprese, la Vela gialla è quasi del tutto disabitata e in uno stato di ulteriore degrado. Molte famiglie si sono trasferite nelle residenze affidate dal Comune, altre sono andate via. Il movimento di bambini non è più così vivace, ne rimangono pochissimi che quando fa caldo si aggirano in pannolini e senza scarpe per i corridoi immortalati dal film, arrampicandosi sulle ringhiere ad altezze vertiginose. L'associazione "Chi rom... e chi no " ha occupato un alloggio, trasformandolo in una ludoteca. Lo spazio ora è pieno di colori, ha un arredamento dipinto sui muri dai ragazzini e questi vi si aggirano come se fosse una casa dei sogni. Dalla Germania, dove hanno visto il film e scoperto il quartiere, tre giovani artisti si sono trasferiti a Scampia e stanno riempiendo di giganteschi disegni floreali le facciate delle Vele. Per il resto, all'interno dei lotti famigerati, nulla è cambiato, la povertà e la miseria umana sono rimaste le stesse.
(da l’Espresso 14 ottobre 2009)
venerdì 2 ottobre 2009
martedì 29 settembre 2009
Iniziamo un nuovo anno
Cari amici,
quando sette anni fa, abbiamo costruito la baracca insieme ai rom, nella nostra testa doveva diventare uno spazio pubblico, aperto, di incontro tra comunità.
Negli anni questa idea è diventata una realtà; tante, e non è facile elencarle tutti, sono state le attività, i laboratori, gli incontri, i momenti conviviali.
Le nostre azioni e riflessioni confluiscono in una ricerca continua di senso politico e pedagogico, sia nella città che fuori, da qui sono nate esperienze quali, il comitato spazio pubblico, il progetto teatrale Arrevuoto, ed idee sull'abitare (linee guida per il superamento dei campi rom, la partecipazione e l'audodeterminazione dei rom (il gruppo rom Assunen Romalen). Oggi, tutto questo lavoro è messo in discussione dal decreto sicurezza del Ministro Maroni e dalle politiche comunali e regionali di costruzione di spazi attrezzati per soli rom che hanno in sè un evidente carattere discriminatorio e ghettizzante, che non tendono in alcun conto degli enormi passi avanti fatti in termini di ricerca interculturale locale e internazionale e delle concrete relazioni tra napoletani e rom nel territorio di Scampia.
Per continuare a costruire insieme azioni e riflessioni vi invitiamo a cominciare insieme a noi quest'anno di lavoro complesso e critico:
Votta 'e mmane, votta 'e mmane
Sabato 3 ottobre dalle ore 10.00 riprendono i lavori alla Scola Jungla, campo rosa di via Cupa Perillo, Scampia Napoli!!!!
sistemazione e pulizia dello spazio esterno, progettazione dell’orto didattico e degli arredi
Pranzo tutti insieme!!!...e poi continuano i lavori!!!!
Le attività da progettare sono tante….
accorrete numerose/i !!!!
In programma:
Da metà ottobre, Arrevuoto, laboratori teatrali per adolescenti
Per i bambini e le bambine “fuori scuola”, laboratori ludico espressivi, carnevale, colonia
Per adulti percorsi di alfabetizzazione, percorsi con le donne.
Per raggiungerci contattate Marco 3382973937 – Daniela 3392784528 - Alessandra 339405092 oppure via email: chirom.e.chino@gmail.com
mercoledì 23 settembre 2009
Aggiornamento dai campi
di Domenico Pizzuti
Si deve osservare in primo luogo che paradossalmente proprio un governo che della sicurezza ha fatto una bandiera stabilendo il reato di clandestinità, pragmaticamente abbia affrontato la questione rom per definirne l’ampiezza e provvedere ad una sistemazione più vivibile sul territorio dei gruppi rom censiti. Resta da verificare fino a che punto i progetti che saranno attuati nell’area napoletana rappresentino un effettivo superamento della ghettizzazione ed esclusione rappresentati dalla vergogna dei “campi nomadi” tollerati per troppi anni nell’ indifferenza delle istituzioni, della cittadinanza ed in parte delle stesse chiese locali. Al di là dell’accelerazione impressa dal Commissariato di governo alla realizzazione dei compiti affidati, e di un quasi inesistente dibattito in materia forse per non fomentare ostilità diffuse della popolazione, si deve lamentare una totale esclusione da parte dell’assessorato alla politiche sociali del Comune di Napoli nella formulazione di progetti di sistemazione abitativa delle associazioni e gruppi operanti a favore del riconoscimento dei diritti delle popolazioni rom nonostante contributi progettuali presentati che non hanno avuto riscontro.
In secondo luogo, al di là di reazione allarmate di alcuni per una presunta ulteriore ghettizzazione dall’area Nord di Napoli, ci sembra che più vivibili sistemazioni abitative delle popolazioni rom rappresentino per tutti un guadagno di civiltà ed umanità nel “villaggio globale” si fa per dire e nel contempo una valorizzazione delle aree interessate se non saranno abbandonate a loro stesse come il precedente villaggio di accoglienza alle spalle del carcere di Secondigliano realizzato nell’anno 2000. E sarà facilitato l’interscambio che già esiste con il resto del quartiere con la scolarizzazione dei ragazzi, l’integrazione culturale e la provvista dei beni necessari alla sopravvivenza.
Ben vengano interventi che mirano a diminuire la distanza sociale tra i gruppi con idonee progettazioni di riqualificazione urbanistica, come “Linee guida e progettualità integrata per il superamento dei campi rom a Scampia, e la riqualifica dell’area indicata all’art. 132 norme di attuazione DPGR 323/04 Variante P.R.G. e zone limitrofe”, presentato da mesi alle autorità interessate dall’Associazione di promozione sociale “Chi rom e…chi no” Onlus ed altri gruppi che operano per il miglioramento complessivo di un area abitata anche da gruppi rom. Tali linee guida prevedono che l’area in questione, come da piano regolatore, sia destinata al vantaggio del quartiere e dell’intera città e dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primo luogo di quelle che vivono nel quartiere, realizzando la convivenza di italiani e rom.
Riteniamo che questa è la direzione che deve presiedere alla riqualificazione complessiva di un area a partire dalla realizzazione del villaggio per le famiglie rom che vivono e convivono su questo territorio da un lustro e forse più. E’ un’occasione di riqualificazione urbanistica che non va perduta.
Si ricomincia...
Un abbraccio
Marco
"CLANDESTINO DAY"
COME UN UOMO SULLA TERRA
di Riccardo Biadene, Dagmawi Yimer e Andrea Segre. Produzione Asinitas onlus in collaborazione con ZaLab. Libia/Italia, 2008. 52'
Il documentario racconta il viaggio dei migranti africani che attraversano il deserto e i lager della Libia, subendo ogni tipo di violenza, prima di raggiungere l'Italia.
"L'Agorà delle culture"
Una festa per l'intercultura e il dialogo tra i popoli
Venerdì 25 settembre 2009
dalle ore 16.00
c/o Piazzale stazione Circumvesuviana “Bartolo Longo”
Ponticelli (NA)
Il programma della giornata prevede:
- ore 16:00: laboratori di animazione interculturale destinati ai ragazzi del territorio;
- ore 19:00: l'esibizione della Banda Baleno e della Malamurga di Roma;
- ore 20:00: concerto LINGUAFRANCA progetto musicale di lingue mischiate con musicisti dei gruppi Laudari Din Roşori (Romania), Marzouk Ensemble (Tunisia/Italia), La Mescla.
L’evento vuole, attraverso il linguaggio artistico, favorire la conoscenza reciproca e l’incontro tra le varie componenti della cittadinanza attraverso la valorizzazione delle culture di provenienza ed essere il motore per la creazione di una rete che si pone l’obiettivo di promuovere riflessioni sulle tematiche riguardanti il diritto di cittadinanza, la migrazione, la realizzazione del proprio progetto di vita per tutti gli individui, in un’ottica interculturale.
Aderiscono: CPS/Comunità Promozione e Sviluppo, LTM/Laici Terzo Mondo, Manitese, N:EA, PeaceGames UISP , Un ponte per…; Archivio Pace e Diritti Umani - Regione Campania ; le associazioni e cooperative sociali: Arci Movie e Atelier Re Mida , Casa Mia – E. Nitti, Chi rom e chi no, Le Kassandre, LIBERA, Il tappeto di Iqbal , Terra di Confine; Caritas Ponticelli – Parrocchia S. Maria delle Grazie al Felaco, A3I, Rifugiati Napoli, Punta Corsara – Fondazione Campania dei Festival, Coordinamento No Inceneritori Ponticelli, Centro Territoriale Mammut, Orpheus - Centro Cumano di Cultura Popolare Mescla, Insef – Insegnanti senza frontiere, Scuole del territorio di Ponticelli.
Partecipa inoltre la VI Municipalità - Ponticelli, Barra, S. Giovanni a Teduccio del Comune di Napoli che ha collaborato all’organizzazione dell’evento.
Sarà offerta una degustazione di cous cous, a cura di Ouango Kiswensida Judicael (Burkina Faso).
La Circumvesuviana garantisce una corsa speciale alle ore 22.30.
Con preghiera di diffusione.
inf@: CISS, 081/5571060, napoli@cissong.org
martedì 2 giugno 2009
A'piazzata - Spiazzarsi
Il comitato spazio publico organizza due giorni di:
"Divertimento, musica, partecipazione negli SPAZI delle PIAZZE, che per un giorno potranno Spiazzarsi, modificando cosi le loro funzioni quotidinane e immaginando così una "nuovo" possibilità di essere spazio publico - agorà"
Vi spettiamo
sabato 21 marzo 2009
Le proposte di trasformazione urbana? Servano a diminuire le distanze sociali
| di Domenico Pizzuti |
Le "politiche"- in senso anglosassone – in generale ed in particolare quelle di integrazione ed inclusione sociale dipendono dalla definizione delle situazioni da parte degli attori istituzionali e sociali. Non significa la stessa cosa definire una popolazione "minoranze senza territorio", portatori di diritti e doveri riconosciuti da norme internazionali, "nomadi" stereotipo da verificare o "Rom", non riconosciuti in Italia come minoranza linguistica, "etnonimo" che nella lingua "romanes" significa "uomo" e comunque portatori di diritti universali. Il sito del Ministero dell'Interno li usa in maniera interscambiabile, ma non l'ordinanza n. 3678 del presidente del Consiglio dei ministri 30 maggio 2008 che conteneva "Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità rom nel territorio" delle regioni Lombardia, Lazio e Campania, che in seguito al censimento effettuato nelle tre regioni per lo meno numericamente non si è rivelato tale. (Il totale "nomadi" censiti dalla Prefettura di Napoli è pari a 2.784).
Insieme ad altre categorie sociologiche che definiscono la condizione di queste comunità rom sul territorio (marginalizzazione, ghettizzazione, segregazione, esclusione, stigmatizzazione), si rivela utile anche ai fini di valutazioni di progetti e proposte di ricollocazione delle comunità rom nello spazio sociale la categoria sociologica di "distanza sociale" ripresa in alcune recenti ricerche sociologiche, che ha un ruolo fondamentale nella produzione e organizzazione dello spazio sociale. La costruzione dei gruppi sociali – e di conseguenza le relazioni che tra questi si instaurano - è il risultato di processi di distanziamento, che aprono o chiudono possibilità di relazione tra i soggetti, e producono o meno un certo livello di distanza tra questi. "Per distanza sociale si intende l' indisponibilità e la chiusura relazionale – di intensità variabili – di un soggetto nei confronti di altri percepiti e riconosciuti come differenti sulla base della loro riconducibilità a categorie sociali. Essa è la risultante dell'intreccio dinamico di fattori dislocati su tre differenti dimensioni dello spazio: fisico, simbolico e geometrico" (V. Cesareo, La distanza sociale. Una ricerca nelle aree urbane italiane, FrancoAngeli, Milano 2007, 11). I fattori fisici sono relativi alla concreta collocazione dei soggetti sul territorio ed ai luoghi dove si svolge la loro vita quotidiana. Nel caso dei Rom e romeni periferie di periferia come per i campi di Scampia e Secondigliano, o adiacenze del cimitero di Poggioreale (S. Maria del Pianto), o fabbriche dismesse come in via Maddalena o sotto i ponti nell'entroterra napoletano. I fattori simbolici sono costituiti dalle categorie che il soggetto, insieme a quelle già cristalizzate all'interno della cultura in cui è inserito, costruisce e utilizza nella conoscenza della realtà sociale e nella identificazione riconoscimento dell'altro, nel nostro caso nomade, rom, extracomunitario, neocomunitario e così via. I fattori geometrici (ad esempio la distinzione tra centro e periferia), sono i punti di contatto tra spazio fisico e spazio simbolico. La diversa collocazione nello spazio urbano dei cosiddetti "campi nomadi", anche a breve distanza quelli di Scampia e Secondigliano, può essere conseguenza di una persistente segregazione sociale che gioca un ruolo non secondario nella stessa organizzazione fisica della città. .
E' chiara la valenza di questa categoria di "distanza sociale" anche per la valutazione di progetti e proposte riguardante la ricollocazione delle comunità rom nello spazio sociale dell' area napoletana, in riferimento al contributo o meno al superamento della distanza sociale tra abitanti indigeni ed allogeni. E nel contempo serve a svelare non solo interessi di istituzioni ed organizzazioni, ma i fattori simbolico-culturali soggiacenti a tali proposte ed alla politiche si vogliono adottare per la "protezione civile" in senso pieno delle comunità Rom sul nostro territorio.
Perciò ben vengano proposte che mirano a diminuire la distanza sociale con idonee progettazioni di riqualificazione urbanistica, come "Linee guida e progettualità integrata per il superamento dei campi rom a Scampia, e la riqualifica dell'area indicata all'art. 132 norme di attuazione Dpgr 323/04 Variante Prg e zone limitrofe", presentato dall'Associazione di promozione sociale "Chi rom e…chi no" Onlus nel convegno di ieri "I rom tra stato di diritto e stato di eccezione. Proposte di trasformazione urbana". Prevede che l'area in questione, come da piano regolatore, sia destinata al vantaggio del quartiere e dell'intera città e dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primo luogo di quelle che vivono nel quartiere, realizzando la convivenza di italiani e rom.
La cultura anche politica napoletana, al di là di consuete prassi e politiche emergenziali e per di più senza partecipazione democratica di attori coinvolti o interessati nell'ambito delle stesse politiche sociali, ha bisogno di nuove idee cioè di innovazioni culturali che si traducono in proposte e progetti di fattibilità con la volontà politica di attuarli. Ne acquista la nostra civiltà ed umanità!
del 19-03-2009 num. 053
martedì 10 marzo 2009
16 marzo Napoli - convegno "I rom tra stato di diritto e stato di eccezione. Proposte di trasformazione urbana.”
L'associazione “OsservAzione” e l'associazione “chi rom e ...chi no”
sono liete di invitarvi
presso l' Antisala dei Baroni, Maschio Angioino- Napoli
al convegno "I rom tra stato di diritto e stato di eccezione.
Proposte di trasformazione urbana.”
Le politiche rivolte ai rom sono da sempre ispirate ad una logica emergenziale: lo stesso termine “nomadi”, spesso usato per definirli, lascia intendere l’idea che siano presenze temporanee per le quali non è necessario mettere in campo politiche di lungo periodo, ma interventi provvisori, L’esperienza ha mostrato chiaramente che i rom non sono nomadi e che questo approccio ispirato alla provvisorietà e all’emergenza sia fallimentare, provocando marginalizzazione ed esclusione sociale, con gravi danni sociali, economici e culturali per la collettività. Per quel che riguarda le politiche abitative, ciò significa escludere l’idea dei “campi nomadi”. A Scampia vive una comunità rom da oltre 30 anni, con efficaci e proficui legami con la cittadinanza ed insediata in un’area rientrante in un più ampia zona territoriale, che, come da piano regolatore, deve essere destinata al vantaggio del quartiere e dell’intera città e deve essere dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita e il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primis quelle che abitano nel quartiere. Un corretto intervento per gli abitanti rom di Scampia non può pertanto prescindere dal riconoscimento e dall’assunzione di responsabilità pubblica circa le problematiche di tutta cittadinanza di questo luogo. L’incontro vuole mettere a confronto diverse esperienze italiane per arrivare ad analizzare la situazione napoletana a partire dal contesto di Scampia, con l’illustrazione di un progetto pilota.
Programma
MATTINA, ORE 9.30-13.00
Saluti del Presidente del Consiglio Comunale, Leonardo Impegno
Presentazione dell’ Avvocato Francesca Saudino, Associazione OsservAzione
Interverranno:
Piero Colacicchi Presidente dell’associazione OsservAzione
Exuscurs storico della situazione dei rom e sinti in Italia, esperienze e buone
pratiche delle adottate da alcune amministrazioni in Toscana
Nazzareno Guarnieri Presidente della Federazione Rom e Sinti
La partecipazione politica di rom e sinti. Le soluzioni abitative alternative ai campi nomadi: “il caso abruzzese”
“I villaggi della solidarietà” di Voghera
Un video e un breve racconto sulla realtà
Padre D. Pizzuti sociologo
I rom a Napoli e l’investimento culturale
Liana Nesta, Avvocato rete Asgi
Il quadro legislativo nazionale ed europeo tra diritti lacune ed eccezioni
Dott.ssa Gabriella D’Orso, Vice Prefetto di Napoli
Le politiche e le azioni del Commissario Straordinario in relazione agli insediamenti di comunità nomadi
Dibattito finale
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POMERIGGIO, ORE 15.00-18.00
Sono previsti gli interventi di:
Barbara Pierro e Marco Marino Associazione chi rom e…chi no e OsservAzione
Il racconto della realtà di Scampia , una proposta di trasformazione e riqualificazione urbana a partire dai rom : “Il progetto ambito 7”
Giovanni Laino, Docente Politiche Urbane, Università Federico II
Politiche sociali e politiche urbane
Maurizio Braucci, scrittore
Lo stereotipo e la costruzione del nemico
Njad Smajovic, Associazione Asunen Romalen
I rom protagonisti del loro futuro
Padre Fabrizio Valletti, gesuita Centro Hurtado
La formazione professionale a Scampia
Rossana Sanges, insegnante istituto comprensivo V° circolo Scampia
La scuola e i rom
Avv. Carmine Malinconico, Presidente dell’VIII Municipalità
Il ruolo e la posizione della VIII municipalità nei processi di cambiamento del quartiere
Giulio Riccio, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli
Progetti e politiche per i campi rom di Scampia
Dibattito e conclusioni
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Informazioni e contatti:
E-mail:
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