un po' di storia...

chi rom e…chi no è un’associazione di promozione sociale che nasce a Scampia, periferia nord di Napoli, nel 2002.

Si è radicata nel territorio a partire dalla creazione di relazioni significative tra le comunità rom e italiana del quartiere e della città, attraverso interventi culturali e pedagogici, lavorando nella periferia intesa come luogo di sperimentazione e condivisione di buone pratiche.

Chi rom e…chi no progetta e realizza laboratori per i minori, gli adolescenti, le donne, nelle scuole, nel campo rom, nei rioni e negli spazi pubblici di Scampia per attivare concreti processi di cittadinanza e partecipazione ai percorsi di emancipazione sociale, personale e collettiva, per la trasformazione positiva di un intero territorio.

La storia dell’associazione inizia dalla autocostruzione di una baracca con gli abitanti del campo rom informale di Scampia, che è diventata spazio pubblico e culturale della città con l’obiettivo di combattere le discriminazioni, gli stereotipi, favorire la partecipazione attiva e critica degli abitanti, delle associazioni, delle istituzioni.

chi rom e...chi no, dopo anni di radicamento nel quartiere di Scampia, affronta un ambizioso quanto complesso progetto di consolidamento delle relazioni culturali, umane, emozionali, pedagogiche, interculturali e progettuali fin qui vissute, attraverso la scelta di creare un luogo simbolo di permanenza culturale e di cittadinanza aperto e condiviso.

Nello spazio comunale affidato all'associazione in comodato d’uso gratuito per sei anni, nel polifunzionale di Scampia, Comparto 12, Viale della Resistenza, sovrastante l’Auditorium, chi rom e…chi no ha come suo primo obiettivo la progettazione di un abitare collettivo per immaginare uno spazio culturale e sociale, luogo aperto ai bambini, alle famiglie, ai giovani, ai lavoratori,agli stranieri, italiani e rom, alla rete di associazioni del quartiere.

Affianchiamo al processo culturale, un processo di autosostenibilità e di innovazione sociale attraverso l’attivazione di una cucina interculturale e l’apertura di uno spazio di ristorazione diurno e serale gestito dalla Kumpania Impresa Sociale, la prima in Italia che coinvolge dieci donne rom e italiane.

La riorganizzazione degli spazi, la riqualificazione ed il recupero di una risorsa territoriale da sempre sottoutilizzata o addirittura in abbandono, la contiguità con l'Auditorium e con il grande parco di Scampia, diventano allora elementi costitutivi di una piattaforma d'intervento che si interroga sulle odierne prospettive di trasformazione dello spazio pubblico e sull'effettiva sostenibilità di processi socialmente rilevanti.

giovedì 19 novembre 2009

Una giornata a civitanova marche


Gli amici marchigiani organizzano un pomeriggio dedicato all'esperienza educativa di chi rom e...chi no. Se vi trovate in zona passate...

sabato 17 ottobre 2009

L' Inferno tra le Vele

di Maurizio Braucci

Prima di "Gomorra", già per i film "Terra di mezzo" e "L'imbalsamatore", Matteo Garrone aveva girato in altre aree difficili della Campania, mosso da una forte determinazione ad approfondire i mondi che intendeva raccontare. Con il film tratto dal bestseller di Roberto Saviano, Garrone ha continuato un metodo di lavorazione che gli è proprio, anche se questa volta con un progetto più complesso. La fase di preparazione di "Gomorra" è durata tre mesi ed è stata caratterizzata dalla ricerca di luoghi e dalla apertura di canali di connessione che permettessero di ambientare il film negli stessi territori raccontati dal romanzo. Nel quartiere Scampia ciò ha portato all'occupazione cinematografica, per quasi due mesi, di uno degli edifici delle Vele, quello giallo, senza però la consueta protezione delle forze dell'ordine.

Il successo di questo obiettivo estremamente realistico ha avuto varie ragioni, a partire da persone, cito qui il fotografo Mario Spada, i componenti dell'associazione "Chi rom... e chi no" e quelli del progetto teatrale Arrevuoto, che hanno mediato con gli abitanti. È vero che fino al giorno prima non sarebbe stato possibile, a causa della presenza delle piazze di spaccio, entrare in una delle Vele; così come è vero che dal giorno in cui è stato dato lì il primo ciak, quell'immenso e famigerato condominio si sia trasformato in qualcosa di sorprendente. Sono stati alcuni degli abitanti, compresi gli stessi spacciatori, ad accogliere Garrone e i suoi in cambio di un coinvolgimento come attori o come fornitori delle loro case per il set.

Certo, 30 anni di contraddizioni non le risolve un film, e se lo spaccio è comunque continuato "un po' più in là" durante le riprese, a un certo punto sono comparsi anche i boss camorristi, cioè quegli Scissionisti che avevano vinto la guerra contro i Di Lauro nel 2005 e che erano sulla bocca di tanti giovani del posto. "The scission" infatti era un suono ricorrente e la memoria di quella guerra costituiva un incubo o un mito per gli abitanti di Scampia, il film la raccontava e ognuno ha finito per metterci un pezzo della sua esperienza. All'inizio delle location si aveva timore a presentare il progetto con il nome di Saviano ma ben presto si è capito che quella cautela era inutile. Saviano a Scampia era sì criticato ma non odiato. Un giovane che aveva militato nel Sistema mi ha confessato che «Tanti camorristi si vantano di essere citati nel libro e poi lui il vero problema ce l'ha con i Casalesi». Alla vigilia delle riprese, quando i camorristi sono arrivati a informarsi, hanno ricevuto per filo e per segno il report della situazione, e semplicemente hanno ritenuto più conveniente lasciar fare, fino al punto che alcuni di loro venivano a curiosare sul set. Ci sono stati anche momenti di tensione, come quando nel lotto P, mentre si era pronti per girare, l'accesso venne improvvisamente interdetto dagli spacciatori. Oppure quando il salumiere a cui era stato chiesto il negozio come set, di fronte ad un cambio di programma del regista, protestò vivacemente e venne però minacciato da alcune comparse del film. Eppure, l'occupazione cinematografica di Scampia ha avuto tanti risvolti positivi, a partire dal fatto che la troupe ha potuto vedere quanta brava gente vi vivesse, in ostaggio di un degrado tollerato dalle istituzioni. I set in esterni erano sempre occasione di curiosità e di dibattiti, a volte accesi perché qualcuno riteneva di saperla più lunga di un altro; le frotte di bambini facevano da sfondo continuo e, spesso, la loro incontenibilità ha dovuto far ripetere qualche scena o è diventata il capro espiatorio del nervosismo degli adulti. Per questo gli operatori di "Chi rom.. e chi no" erano di continuo impegnati fuori dal set a organizzare giochi per loro. E, una volta, Giuseppe, otto anni, mentre aspettava che la troupe finisse di girare nell'appartamento dei suoi genitori, ha scritto sul muro "Io abito dentro un film". E in effetti, in quelle settimane la realtà e la finzione si confondevano. Daniela e Dalia, parrucchiera e truccatrice del set, durante le pause si ritrovavano spesso a rifare il look ai giovani delle Vele e, dall'abbondanza di chiacchiere, capivi quanto fosse prezioso rompere l'isolamento sociale in cui erano rinchiusi.



Anche le incomprensioni abbondavano: i tossicodipendenti, inconsapevoli, si infilavano spesso tra le comparse di una scena di spaccio. Una volta un attore ne dovette rincorrere uno per avvisarlo che aveva ricevuto del gesso e non della coca. Prima di girare la scena in cui i ragazzini rom guidano i Tir - cosa che hanno fatto per davvero, essendo degli autisti precoci - Garrone spiegò che Toni Servillo era il faccendiere che li pagava per fargli fare un trasporto di rifiuti tossici e, infatti, alla fine delle riprese, quelli volevano davvero andare da Servillo per avere i loro soldi. La scena alla foce del Volturno, dove Marco e Pisellino provano le armi, è stata caratterizzata da un incidente: la barca che esplode, infatti, lo fa al momento sbagliato, sorprendendo lo stesso attore che in quel momento stava sparando. Lo stupore che si vede sul suo volto è reale e, come qualcuno ha detto, è il simbolo di quello stupore con cui Garrone ha filmato il mondo di "Gomorra".

Oggi, a distanza di più di due anni dalle riprese, la Vela gialla è quasi del tutto disabitata e in uno stato di ulteriore degrado. Molte famiglie si sono trasferite nelle residenze affidate dal Comune, altre sono andate via. Il movimento di bambini non è più così vivace, ne rimangono pochissimi che quando fa caldo si aggirano in pannolini e senza scarpe per i corridoi immortalati dal film, arrampicandosi sulle ringhiere ad altezze vertiginose. L'associazione "Chi rom... e chi no " ha occupato un alloggio, trasformandolo in una ludoteca. Lo spazio ora è pieno di colori, ha un arredamento dipinto sui muri dai ragazzini e questi vi si aggirano come se fosse una casa dei sogni. Dalla Germania, dove hanno visto il film e scoperto il quartiere, tre giovani artisti si sono trasferiti a Scampia e stanno riempiendo di giganteschi disegni floreali le facciate delle Vele. Per il resto, all'interno dei lotti famigerati, nulla è cambiato, la povertà e la miseria umana sono rimaste le stesse.

(da l’Espresso 14 ottobre 2009)

martedì 29 settembre 2009

Iniziamo un nuovo anno


Cari amici,

quando sette anni fa, abbiamo costruito la baracca insieme ai rom, nella nostra testa doveva diventare uno spazio pubblico, aperto, di incontro tra comunità.

Negli anni questa idea è diventata una realtà; tante, e non è facile elencarle tutti, sono state le attività, i laboratori, gli incontri, i momenti conviviali.

Le nostre azioni e riflessioni confluiscono in una ricerca continua di senso politico e pedagogico, sia nella città che fuori, da qui sono nate esperienze quali, il comitato spazio pubblico, il progetto teatrale Arrevuoto, ed idee sull'abitare (linee guida per il superamento dei campi rom, la partecipazione e l'audodeterminazione dei rom (il gruppo rom Assunen Romalen). Oggi, tutto questo lavoro è messo in discussione dal decreto sicurezza del Ministro Maroni e dalle politiche comunali e regionali di costruzione di spazi attrezzati per soli rom che hanno in sè un evidente carattere discriminatorio e ghettizzante, che non tendono in alcun conto degli enormi passi avanti fatti in termini di ricerca interculturale locale e internazionale e delle concrete relazioni tra napoletani e rom nel territorio di Scampia.

Per continuare a costruire insieme azioni e riflessioni vi invitiamo a cominciare insieme a noi quest'anno di lavoro complesso e critico:



Votta 'e mmane, votta 'e mmane ... C’è SPAZIO PER TUTTI

Sabato 3 ottobre dalle ore 10.00 riprendono i lavori alla Scola Jungla, campo rosa di via Cupa Perillo, Scampia Napoli!!!!

sistemazione e pulizia dello spazio esterno, progettazione dell’orto didattico e degli arredi

Pranzo tutti insieme!!!...e poi continuano i lavori!!!!

Le attività da progettare sono tante….

accorrete numerose/i !!!!


In programma:

Da metà ottobre, Arrevuoto, laboratori teatrali per adolescenti

Per i bambini e le bambine “fuori scuola”, laboratori ludico espressivi, carnevale, colonia

Per adulti percorsi di alfabetizzazione, percorsi con le donne.

Per raggiungerci contattate Marco 3382973937 – Daniela 3392784528 - Alessandra 339405092 oppure via email: chirom.e.chino@gmail.com

mercoledì 23 settembre 2009

Aggiornamento dai campi

Sistemazioni abitativa per i rom. Un'occasione di riqualificazione urbanistica
di Domenico Pizzuti

Dopo la realizzazione del censimento delle popolazioni rom a Napoli e Provincia nei mesi giugno-ottobre 2008 ad opera del Commissariato di governo Prefetto Alessandro Pansa in ottemperanza all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2008 n. 3678, entra in fase di attuazione anche la sistemazione abitativa delle famiglie rom censite con la realizzazione di tre nuovi centri di accoglienza e di un villaggio attrezzato con due isole a Scampia ad opera del comune di Napoli ed il monitoraggio del Commissariato di governo, in seguito allo sblocco dei fondi nazionali e regionali ammontanti a 24 milioni di euro (Corriere del Mezzogiorno, 6 agosto 2009, p. 9).
Si deve osservare in primo luogo che paradossalmente proprio un governo che della sicurezza ha fatto una bandiera stabilendo il reato di clandestinità, pragmaticamente abbia affrontato la questione rom per definirne l’ampiezza e provvedere ad una sistemazione più vivibile sul territorio dei gruppi rom censiti. Resta da verificare fino a che punto i progetti che saranno attuati nell’area napoletana rappresentino un effettivo superamento della ghettizzazione ed esclusione rappresentati dalla vergogna dei “campi nomadi” tollerati per troppi anni nell’ indifferenza delle istituzioni, della cittadinanza ed in parte delle stesse chiese locali. Al di là dell’accelerazione impressa dal Commissariato di governo alla realizzazione dei compiti affidati, e di un quasi inesistente dibattito in materia forse per non fomentare ostilità diffuse della popolazione, si deve lamentare una totale esclusione da parte dell’assessorato alla politiche sociali del Comune di Napoli nella formulazione di progetti di sistemazione abitativa delle associazioni e gruppi operanti a favore del riconoscimento dei diritti delle popolazioni rom nonostante contributi progettuali presentati che non hanno avuto riscontro.
In secondo luogo, al di là di reazione allarmate di alcuni per una presunta ulteriore ghettizzazione dall’area Nord di Napoli, ci sembra che più vivibili sistemazioni abitative delle popolazioni rom rappresentino per tutti un guadagno di civiltà ed umanità nel “villaggio globale” si fa per dire e nel contempo una valorizzazione delle aree interessate se non saranno abbandonate a loro stesse come il precedente villaggio di accoglienza alle spalle del carcere di Secondigliano realizzato nell’anno 2000. E sarà facilitato l’interscambio che già esiste con il resto del quartiere con la scolarizzazione dei ragazzi, l’integrazione culturale e la provvista dei beni necessari alla sopravvivenza.
Ben vengano interventi che mirano a diminuire la distanza sociale tra i gruppi con idonee progettazioni di riqualificazione urbanistica, come “Linee guida e progettualità integrata per il superamento dei campi rom a Scampia, e la riqualifica dell’area indicata all’art. 132 norme di attuazione DPGR 323/04 Variante P.R.G. e zone limitrofe”, presentato da mesi alle autorità interessate dall’Associazione di promozione sociale “Chi rom e…chi no” Onlus ed altri gruppi che operano per il miglioramento complessivo di un area abitata anche da gruppi rom. Tali linee guida prevedono che l’area in questione, come da piano regolatore, sia destinata al vantaggio del quartiere e dell’intera città e dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primo luogo di quelle che vivono nel quartiere, realizzando la convivenza di italiani e rom.
Riteniamo che questa è la direzione che deve presiedere alla riqualificazione complessiva di un area a partire dalla realizzazione del villaggio per le famiglie rom che vivono e convivono su questo territorio da un lustro e forse più. E’ un’occasione di riqualificazione urbanistica che non va perduta.

Si ricomincia...

Nuovo anno, nuove pulize e lavori di ristruturazione, alla baracca "scola jungla" (data da decidere!, la prossima settimana verosibilmente), Chi è interessato a partecipare può inviare la propria disponibilità a chirom.e.chino@gmail.com.
Un abbraccio
Marco

"CLANDESTINO DAY"

Nell'ambito del "CLANDESTINO DAY" promosso dal settimanale dei Cantieri Sociali "CARTA", Venerdì 25 settembre 2009, ore 18:30 il GRIDAS, organizza la proiezione del film clandestino

COME UN UOMO SULLA TERRA
di Riccardo Biadene, Dagmawi Yimer e Andrea Segre. Produzione Asinitas onlus in collaborazione con ZaLab. Libia/Italia, 2008. 52'

Il documentario racconta il viaggio dei migranti africani che attraversano il deserto e i lager della Libia, subendo ogni tipo di violenza, prima di raggiungere l'Italia.

Ingresso libero negli storici locali del centro sociale del Monterosa, presso la Casa delle Culture "Nuvola Rossa" GRIDAS in Via Monte Rosa 90/b - Ina Casa, Scampia
In autobus: C67 da Capodimonte, R5 da P.zza Garibaldi: scendere a Secondigliano (fermata Monterosa)
Metropolitana: Scendere a Piscinola: autobus C67 o C75: fermata Monterosa

"L'Agorà delle culture"

Una festa per l'intercultura e il dialogo tra i popoli


Venerdì 25 settembre 2009

dalle ore 16.00

c/o Piazzale stazione Circumvesuviana “Bartolo Longo”

Ponticelli (NA)

Il programma della giornata prevede:

- ore 16:00: laboratori di animazione interculturale destinati ai ragazzi del territorio;

- ore 19:00: l'esibizione della Banda Baleno e della Malamurga di Roma;

- ore 20:00: concerto LINGUAFRANCA progetto musicale di lingue mischiate con musicisti dei gruppi Laudari Din Roşori (Romania), Marzouk Ensemble (Tunisia/Italia), La Mescla.


L’evento vuole, attraverso il linguaggio artistico, favorire la conoscenza reciproca e l’incontro tra le varie componenti della cittadinanza attraverso la valorizzazione delle culture di provenienza ed essere il motore per la creazione di una rete che si pone l’obiettivo di promuovere riflessioni sulle tematiche riguardanti il diritto di cittadinanza, la migrazione, la realizzazione del proprio progetto di vita per tutti gli individui, in un’ottica interculturale.

Aderiscono: CPS/Comunità Promozione e Sviluppo, LTM/Laici Terzo Mondo, Manitese, N:EA, PeaceGames UISP , Un ponte per…; Archivio Pace e Diritti Umani - Regione Campania ; le associazioni e cooperative sociali: Arci Movie e Atelier Re Mida , Casa Mia – E. Nitti, Chi rom e chi no, Le Kassandre, LIBERA, Il tappeto di Iqbal , Terra di Confine; Caritas Ponticelli – Parrocchia S. Maria delle Grazie al Felaco, A3I, Rifugiati Napoli, Punta Corsara – Fondazione Campania dei Festival, Coordinamento No Inceneritori Ponticelli, Centro Territoriale Mammut, Orpheus - Centro Cumano di Cultura Popolare Mescla, Insef – Insegnanti senza frontiere, Scuole del territorio di Ponticelli.

Partecipa inoltre la VI Municipalità - Ponticelli, Barra, S. Giovanni a Teduccio del Comune di Napoli che ha collaborato all’organizzazione dell’evento.

Sarà offerta una degustazione di cous cous, a cura di Ouango Kiswensida Judicael (Burkina Faso).

La Circumvesuviana garantisce una corsa speciale alle ore 22.30.

Con preghiera di diffusione.
inf@: CISS, 081/5571060, napoli@cissong.org

martedì 2 giugno 2009

A'piazzata - Spiazzarsi

Sabato e domenica 13/14 Giungno nelle piazze di Scampia

Il comitato spazio publico organizza due giorni di:

"Divertimento, musica, partecipazione negli SPAZI delle PIAZZE, che per un giorno potranno Spiazzarsi, modificando cosi le loro funzioni quotidinane e immaginando così una "nuovo" possibilità di essere spazio publico - agorà"


Vi spettiamo

sabato 21 marzo 2009

Le proposte di trasformazione urbana? Servano a diminuire le distanze sociali

di Domenico Pizzuti

Le "politiche"- in senso anglosassone – in generale ed in particolare quelle di integrazione ed inclusione sociale dipendono dalla definizione delle situazioni da parte degli attori istituzionali e sociali. Non significa la stessa cosa definire una popolazione "minoranze senza territorio", portatori di diritti e doveri riconosciuti da norme internazionali, "nomadi" stereotipo da verificare o "Rom", non riconosciuti in Italia come minoranza linguistica, "etnonimo" che nella lingua "romanes" significa "uomo" e comunque portatori di diritti universali. Il sito del Ministero dell'Interno li usa in maniera interscambiabile, ma non l'ordinanza n. 3678 del presidente del Consiglio dei ministri 30 maggio 2008 che conteneva "Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità rom nel territorio" delle regioni Lombardia, Lazio e Campania, che in seguito al censimento effettuato nelle tre regioni per lo meno numericamente non si è rivelato tale. (Il totale "nomadi" censiti dalla Prefettura di Napoli è pari a 2.784).
Insieme ad altre categorie sociologiche che definiscono la condizione di queste comunità rom sul territorio (marginalizzazione, ghettizzazione, segregazione, esclusione, stigmatizzazione), si rivela utile anche ai fini di valutazioni di progetti e proposte di ricollocazione delle comunità rom nello spazio sociale la categoria sociologica di "distanza sociale" ripresa in alcune recenti ricerche sociologiche, che ha un ruolo fondamentale nella produzione e organizzazione dello spazio sociale. La costruzione dei gruppi sociali – e di conseguenza le relazioni che tra questi si instaurano - è il risultato di processi di distanziamento, che aprono o chiudono possibilità di relazione tra i soggetti, e producono o meno un certo livello di distanza tra questi. "Per distanza sociale si intende l' indisponibilità e la chiusura relazionale – di intensità variabili – di un soggetto nei confronti di altri percepiti e riconosciuti come differenti sulla base della loro riconducibilità a categorie sociali. Essa è la risultante dell'intreccio dinamico di fattori dislocati su tre differenti dimensioni dello spazio: fisico, simbolico e geometrico" (V. Cesareo, La distanza sociale. Una ricerca nelle aree urbane italiane, FrancoAngeli, Milano 2007, 11). I fattori fisici sono relativi alla concreta collocazione dei soggetti sul territorio ed ai luoghi dove si svolge la loro vita quotidiana. Nel caso dei Rom e romeni periferie di periferia come per i campi di Scampia e Secondigliano, o adiacenze del cimitero di Poggioreale (S. Maria del Pianto), o fabbriche dismesse come in via Maddalena o sotto i ponti nell'entroterra napoletano. I fattori simbolici sono costituiti dalle categorie che il soggetto, insieme a quelle già cristalizzate all'interno della cultura in cui è inserito, costruisce e utilizza nella conoscenza della realtà sociale e nella identificazione riconoscimento dell'altro, nel nostro caso nomade, rom, extracomunitario, neocomunitario e così via. I fattori geometrici (ad esempio la distinzione tra centro e periferia), sono i punti di contatto tra spazio fisico e spazio simbolico. La diversa collocazione nello spazio urbano dei cosiddetti "campi nomadi", anche a breve distanza quelli di Scampia e Secondigliano, può essere conseguenza di una persistente segregazione sociale che gioca un ruolo non secondario nella stessa organizzazione fisica della città. .
E' chiara la valenza di questa categoria di "distanza sociale" anche per la valutazione di progetti e proposte riguardante la ricollocazione delle comunità rom nello spazio sociale dell' area napoletana, in riferimento al contributo o meno al superamento della distanza sociale tra abitanti indigeni ed allogeni. E nel contempo serve a svelare non solo interessi di istituzioni ed organizzazioni, ma i fattori simbolico-culturali soggiacenti a tali proposte ed alla politiche si vogliono adottare per la "protezione civile" in senso pieno delle comunità Rom sul nostro territorio.
Perciò ben vengano proposte che mirano a diminuire la distanza sociale con idonee progettazioni di riqualificazione urbanistica, come "Linee guida e progettualità integrata per il superamento dei campi rom a Scampia, e la riqualifica dell'area indicata all'art. 132 norme di attuazione Dpgr 323/04 Variante Prg e zone limitrofe", presentato dall'Associazione di promozione sociale "Chi rom e…chi no" Onlus nel convegno di ieri "I rom tra stato di diritto e stato di eccezione. Proposte di trasformazione urbana". Prevede che l'area in questione, come da piano regolatore, sia destinata al vantaggio del quartiere e dell'intera città e dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita ed il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primo luogo di quelle che vivono nel quartiere, realizzando la convivenza di italiani e rom.
La cultura anche politica napoletana, al di là di consuete prassi e politiche emergenziali e per di più senza partecipazione democratica di attori coinvolti o interessati nell'ambito delle stesse politiche sociali, ha bisogno di nuove idee cioè di innovazioni culturali che si traducono in proposte e progetti di fattibilità con la volontà politica di attuarli. Ne acquista la nostra civiltà ed umanità!


del 19-03-2009 num. 053

martedì 10 marzo 2009

16 marzo Napoli - convegno "I rom tra stato di diritto e stato di eccezione. Proposte di trasformazione urbana.”

L'associazione “OsservAzione” e l'associazione “chi rom e ...chi no”
sono liete di invitarvi

lunedì 16 marzo, alle ore 9.30
presso l' Antisala dei Baroni, Maschio Angioino- Napoli

al convegno "I rom tra stato di diritto e stato di eccezione.
Proposte di trasformazione urbana.”


Le politiche rivolte ai rom sono da sempre ispirate ad una logica emergenziale: lo stesso termine “nomadi”, spesso usato per definirli, lascia intendere l’idea che siano presenze temporanee per le quali non è necessario mettere in campo politiche di lungo periodo, ma interventi provvisori, L’esperienza ha mostrato chiaramente che i rom non sono nomadi e che questo approccio ispirato alla provvisorietà e all’emergenza sia fallimentare, provocando marginalizzazione ed esclusione sociale, con gravi danni sociali, economici e culturali per la collettività. Per quel che riguarda le politiche abitative, ciò significa escludere l’idea dei “campi nomadi”. A Scampia vive una comunità rom da oltre 30 anni, con efficaci e proficui legami con la cittadinanza ed insediata in un’area rientrante in un più ampia zona territoriale, che, come da piano regolatore, deve essere destinata al vantaggio del quartiere e dell’intera città e deve essere dotata di servizi e strutture necessarie per la crescita e il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone, in primis quelle che abitano nel quartiere. Un corretto intervento per gli abitanti rom di Scampia non può pertanto prescindere dal riconoscimento e dall’assunzione di responsabilità pubblica circa le problematiche di tutta cittadinanza di questo luogo. L’incontro vuole mettere a confronto diverse esperienze italiane per arrivare ad analizzare la situazione napoletana a partire dal contesto di Scampia, con l’illustrazione di un progetto pilota.



Programma

MATTINA, ORE 9.30-13.00

Saluti del Presidente del Consiglio Comunale, Leonardo Impegno
Presentazione dell’ Avvocato Francesca Saudino, Associazione OsservAzione
Interverranno:
Piero Colacicchi Presidente dell’associazione OsservAzione
Exuscurs storico della situazione dei rom e sinti in Italia, esperienze e buone
pratiche delle adottate da alcune amministrazioni in Toscana
Nazzareno Guarnieri Presidente della Federazione Rom e Sinti
La partecipazione politica di rom e sinti. Le soluzioni abitative alternative ai campi nomadi: “il caso abruzzese”
“I villaggi della solidarietà” di Voghera
Un video e un breve racconto sulla realtà
Padre D. Pizzuti sociologo
I rom a Napoli e l’investimento culturale
Liana Nesta, Avvocato rete Asgi
Il quadro legislativo nazionale ed europeo tra diritti lacune ed eccezioni
Dott.ssa Gabriella D’Orso, Vice Prefetto di Napoli
Le politiche e le azioni del Commissario Straordinario in relazione agli insediamenti di comunità nomadi

Dibattito finale
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POMERIGGIO, ORE 15.00-18.00

Sono previsti gli interventi di:
Barbara Pierro e Marco Marino Associazione chi rom e…chi no e OsservAzione
Il racconto della realtà di Scampia , una proposta di trasformazione e riqualificazione urbana a partire dai rom : “Il progetto ambito 7”
Giovanni Laino, Docente Politiche Urbane, Università Federico II
Politiche sociali e politiche urbane
Maurizio Braucci, scrittore
Lo stereotipo e la costruzione del nemico
Njad Smajovic, Associazione Asunen Romalen
I rom protagonisti del loro futuro
Padre Fabrizio Valletti, gesuita Centro Hurtado
La formazione professionale a Scampia
Rossana Sanges, insegnante istituto comprensivo V° circolo Scampia
La scuola e i rom
Avv. Carmine Malinconico, Presidente dell’VIII Municipalità
Il ruolo e la posizione della VIII municipalità nei processi di cambiamento del quartiere
Giulio Riccio, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli
Progetti e politiche per i campi rom di Scampia


Dibattito e conclusioni
..................................................................................................
Informazioni e contatti:
E-mail:
info@osservazione.org
chirom.e.chino@gmail.com
Web:
http://www.osservazione.org/
http://chiromechino.blogspot.com/


giovedì 5 marzo 2009

Formazione e laboratori Gioco 13-15 Marzo alla Scola Jungla

Vodisca

presenta

MANI
Laboratorio di costruzione di giocattoli con materiali di riciclo, per giocare con arte e scienza


Condotto da Roberto Papetti
del "Centro Gioco Natura Creatività - La Lucertola - Ravenna"


L'uomo non è dotato di una saggezza maggiore di quella degli altri esseri, per molti numeri egli è superato da molti e anche da quelli che sono irrilevanti per la loro esigua corporeità: ma l'uomo è incorso in una sorte migliore avendo avuto il dono della mano." (Giordano Bruno).

PROGRAMMA
Scampia 13 -15 Marzo 2009
c/o Scola Jungla (via Cupa Perillo - Campo Rom di Scampia)

Venerdi 13 dalle ore 15,00 alle ore 19,00


Organizzare un laboratorio di giocattoli.
Costruzioni di giocattoli con materiali di riciclo.

Sabato 14 dalle ore 9,00 alle ore 13,00


Costruzione di giocattoli semplici a tema.
Gioco e Animazione, gioco e narrazione.

Domenica 15 dalle ore 15,00 alle ore 18,00


Laboratorio e giochi con bambini"Costruire giocattoli semplici"

Un laboratorio di riscoperta della manualità elementare e creativa, capace di risolvere piccoli e grandi problemi della quotidianità nella società del compra e consuma e dell’usa e getta, per promuovere la conoscenza della cultura ludica , i suoi modi e le sue pratiche costruttive. Dall’esplorazione dell' ambiente, emporio gratuito di materiali da bottinare e riciclare, alla ricerca delle tipologia di base della tradizione popolare dei giocattoli dei bambini e delle bambine di tutto il mondo, per arrivare alla costruzione di oggetti semplici, di facile realizzazione..


Narrazione con animazione: " Un mondo, 10 giocattoli, mille ibridazioni"

Riflessione sulle specificità , la storia, le funzioni, i costi, l’ecologia, le trasformazioni, le potenzialità animative, le ibridazioni, le qualità didattiche, i collegamenti con il mondo delle fiabe e le possibilità narrative, le virtù lenitive.Laboratorio breve di costruzione giocattoli musicali, giocattoli rotanti, giocattoli volanti, giocattoli macchine, giocattoli da tavolo.


IL LABORATORIO E' GRATUITO!!!


PER ISCRIVERSI E AVERE ULTERIORI INFORMAZIONI EMAIL :
vodisca@gmail.com
TEL : 3283842929 - 3384284615

SITI : http://www.liberavoce.135.it/ / /www.racine.ra.it/lucertola/

mercoledì 11 febbraio 2009

PAN SCREENING 2009 - NAPOLI SENZA TITOLO

Dal 12 Febbraio al 10 Aprile 2009
P.A.N - Palazzo delle arti Napoli
Via dei Mille 60


Nell'ambito della mostra sullo spazio pubblico che si svolgerà dal 12 febbraio al Pan Chi rom e...chi no presenta il lungometraggio dal titolo:"A META' ".

Un doppio sguardo dall'alba al tramonto, la scelta di un luogo di osservazione privilegiato al di fuori dagli spazi di mediazione: la strada. Zona di frontiera metropolitana, fortemente caratterizzata e unica, ma allo stesso tempo uguale a tante altre. Uno spazio non strutturato in cui la realtà e l'imprevedibile si sfiorano e incrociano.






martedì 20 gennaio 2009

Carnevale

Dal 22 gennaio sono partiti i laboratori che chi rom e... chi no organizza alla "Scola Jungla" con bambini\e e ragazzi\e per partecipare domenica 22 febbraio al 27° Carnevale promosso dal GRIDAS a Scampìa.
Il Tema del Carnevale di quest'anno è stato: "PRESENZE/ASSENZE: CHI C'È SBANCA, CHI NON C'È MANCA",
Per altre informazioni sul carnevale di Scampia http://www.felicepignataro.org/




Il carro di chi rom e...chi no

giovedì 8 gennaio 2009

La Casa dei Conigli alla scola jungla

Piccoli e corti è il nome del progetto di video animazione svolto da La Casa dei Conigli per sperimentare con i bambini e le bambine diverse tecniche d'animazione per la creazione di piccoli cortometraggi animati.
Alla scola jungla è stato realizzato un video-esperimento utilizzando la tecnica della rotoscopia, un gruppo di bambini e bambine di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, si sono trasformati in quello che volevano… macchine, cani, super eroi, sceriffi, principesse e calciatori e sono diventati i personaggi di un corto animato!
La rotoscopia è un'animazione cinematografica: i bambini svolgono una breve e semplice azione, che viene ripresa con la telecamera. Quindi si estrapolano dalla ripresa alcuni fotogrammi chiave e li si stampano. I bambini sono invitati a colorare sui fotogrammi stessi, per vederli poi nuovamente digitalizzati e montati. Ad ogni bambino è stato chiesto di esprimere un proprio sogno, o una propria preferenza su quello che voleva diventare.....

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